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mercoledì 28 febbraio 2007 13:59 |
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Piccola storia della farmacia "G.Pesce"
Al ritorno dalla guerra 15-18, abbandonata l'idea di intraprendere la carriera militare, Giuseppe Pesce si laureò in Chimica e Farmacia il 31 Luglio 1922. Probabilmente avvalendosi della qualità di reduce e per l'appartenenza al neonato P.N.F., al potere dal '23, in data non precisabile dal sottoscritto, dimostrando che l'aumento della popolazione richiedeva l'apertura di una terza farmacia, si ottenne l'autorizzazione all'esercizio della stessa con la qualifica di "rurale". Infatti il locale per l'inizio dell'attività dovette essere scelto al di fuori di quello che all'epoca veniva considerato "centro urbano". Cioè al di là del passaggio a livello della F.S. (in pratica dove attualmente è ubicata la farmacia Auriemma, anche se con un solo vano a fronte strada) allo sopo di servire la frazioni di Faibano e Casaferro. Voci discrete captate in famiglia riferivano di una notevole opposizione da parte dei due farmacisti già esistenti: Trifuoggi e Nicotera. Opposizione che evidentemente non trovò sostegni da parte delle autorità. Probabilmente una buona conduzione della farmacia procurò il graduale successo, e non ricordo di aver mai (siamo negli anni '30) visto rallentamenti nella vendita e nella preparazione , come era in uso, dei medicinali. La situazione rimase stabile fino a quando per il pensionamento del farmacista Nicotera si ottenne il passaggio alla sede di Via Giannone. Acquistò, passaggio legale o altro lo ignoro. Il successo della farmacia aumentò notevolmente, per cui eravamo tutti impegnati ad aiutare. Specialmente nei periodi di preparazione delle "cartine", a Pasqua con le dosi per il panettone e in autunno con quelle di conservante per i pomodori. Veniva organizzata una vera e propria catena di montaggio e tutti avevano un compito: pesare le dosi, chiudere le cartine o incollare le bustine, timbrare con il nome della farmacia e del prodotto. Altro compito spesso affidato alla bassa forza (noi figli) era quello della manipolazione delle pomate che in buona parte venivano preparate e dosate dal farmacista. Oltre ai vari commessi succedutesi nel tempo ( Giannino, Vincenzino, Pietro) venne assunta la cognata Francesca (Zia Cecchina). Ultimo ingresso fra i collaboratori quello della figlia Lucia. Il resto è storia relativamente recente raccontabile dal dott. Sebastiano.
Accludo delle foto di famiglia ma non ricordo di aver mai visto una foto della farmacia di Via Umberto nè di Via Giannone.
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